Dentro
Francesca
Cucina lei, con un'amica. È la mano che incoccia il cùscusu chicco su chicco e che decide, ogni pomeriggio, cosa si può fare con quello che è arrivato. Da qui esce tutto quello che leggete nel menù, e niente che non ci sia.
Questo è un sito web di anteprima.

Favignana · Isole Egadi
Food & Beverage
«Materie prime di prim'ordine!»
Tutte le sere19:00 – 23:00
Pochi tavoli in un cortile di tufo. Conviene chiamare prima di salire.
Il nome
Tre piatti che a Favignana esistevano prima di essere ricette. Non li ha inventati nessuno: sono arrivati con una dominazione, con una paga, con un bastoncino di legno. Il menù parte da lì, e il nome del locale è solo il modo più corto per dirlo.
incocciato a mano
Il cous cous è un lascito della dominazione araba, ed è la ricetta di casa che a Favignana si è tramandata più a lungo: la semola lavorata con pazienza, chicco su chicco, nel piatto di terracotta. Qui si incoccia ancora così. Un cliente l'ha chiesto in sala, per essere sicuro, e la risposta è stata sì.
quello che restava alla tonnara
Nascono dalla cucina povera dell'isola. Alla tonnara Florio gli operai ricevevano parte della paga in ritagli di tonno, e quei ritagli si allungavano con la mollica di pane fino a diventare polpette. È il piatto che spiega Favignana meglio di qualsiasi cartolina.
il nome di un bastoncino
Si chiamano così per la busa, il bastoncino di legno attorno a cui la pasta veniva arrotolata a mano. Da noi arrivano alla favignanese, oppure con il pesto trapanese di pomodoro e mandorle.
Il cortile
Non c'è una sala. C'è un cortile chiuso fra quattro muri di tufo, una vela tesa da un angolo all'altro e una fila di lampadine che gira lungo le pareti. Sopra resta il cielo, che d'estate a quest'ora è ancora azzurro e diventa nero mentre mangiate.

Le lampadine si accendono alle sette, con la prima prenotazione. Prima di quell'ora, qui, non c'è mai stato nessuno.
In cortile non c'è una sedia uguale all'altra
Come arriva al tavolo
Nessuna cerimonia. I crostini escono allineati sulla carta da forno, la caponata dentro una coppetta trasparente con la forchettina, e il resto su un piatto bianco portato fuori finché è caldo. È la stessa parola che una recensione su Google usa per riassumere il posto: «Spartano». La cura sta dentro il piatto, non intorno.



Il pesce di queste foto è quello di quel giorno. Domani la lista è un'altra: la scrive chi bussa alla porta nel pomeriggio.
Chi cucina, chi serve
Dentro
Cucina lei, con un'amica. È la mano che incoccia il cùscusu chicco su chicco e che decide, ogni pomeriggio, cosa si può fare con quello che è arrivato. Da qui esce tutto quello che leggete nel menù, e niente che non ci sia.
Fuori
Sta ai tavoli. Porta i piatti e ve li racconta uno per uno, vi dice quale vino ci sta bene, e intanto tiene su la sera. È il motivo per cui la gente scrive il suo nome nelle recensioni.
«un capitolo a parte»
Le voci
«Captivating location. Small lights, stone arches.»
«Materie prime di prim'ordine!»
«Posto molto carino. Spartano.»
«troppa pasta, un po' scotta e poco condimento»
La lasciamo scritta. Si cucina al momento, per pochi tavoli, con quello che è arrivato quel giorno: certe sere viene meglio di altre, e chi lo dice ha diritto di dirlo.
Orari e dove
Tutte le sere, festivi compresi.
Dove
Via Alessandro Manzoni 9
91023 Favignana (TP)
Siamo in una via laterale, fuori dal passaggio del centro. Il parcheggio da queste parti non è comodo: in bici o a piedi si arriva prima. Abbiamo aperto il 27 giugno.
I tavoli sono pochi e il passaparola è stato immediato: se volete il cùscusu, ditelo quando prenotate, perché vuole le sue ore.

Scrivici
Per prenotare, la cosa più veloce resta il telefono: risponde Antonio, e vi dice subito se c'è posto. Se invece è una domanda che può aspettare la fine del servizio, scrivete qui e vi rispondiamo appena chiudiamo.